Monday, 23 May 2011

Una Tana


Una Tana o anche
La scrittura soave che racconta dei giorni che passano, e nient'altro. O anche
Come il nostro rifugio in Terra ci puó aiutare a costruire in nostro rifugio in Testa.

Ecco l'ennesimo trasloco interno a casa mia, dall'appartamento alla mansarda, di nuovo... hoan. Ma ho riportato il pc in camera, e pure la scrivania grande, da dove guardo la montagna di settimo, e pure l'arcata piccola dei balconi canavesani del mio vicino. E ogni tanto c'é pure un gatto che mi guarda anche lui.. quando ero piccola e dormivo in questa stanza desideravo moltissimo che si trasferisse in quella casa un bambino della mia etá, e avremmo potuto parlarci dalla finestra... Wii.
Adesso sono di nuovo in questa stanza e l'adoro, é diventata la mia tana, mi piace tutto di qui: il colore del legno alle pareti, il letto comodissimo, il comodino, l'odore di legno e moquette (non pelosa!), le cose che ci sono attaccate ai muri.
Le storie segrete della storia d'amore dei miei genitori.
Il racconto della mia ancora breve e giovane vituccia.
Ogni giorno ci sarebbe qualcosa da fare per renderla ancora di piú la mia tana, il mio posto segreto sicuro.. Mi mancava, avercelo. E sedermi sulla finestra, e guardare fuori, e leggere seduta sul davanzale, e sentire l'odore dell'aria dell'estate tavagnaschese, e guardare di giorno il cielo terso, quello dei sogni ad occhi aperti e della gioia di vivere, e poi la sera il cielo notturno peró non nero, ma rischiarato dalla luna, quella degli amori lontani e delle avventure intense e passeggere (ne vorrei un'altra, di queste, mentre x l'amore lontano direi che sono giá a posto). È bello essere qui. in questa stanza, in questo mio angolino di mondo. ma proprio mio, e di nessun altro.
Qui, i miei dubbi diventano speranze, le mie angosce semplici farfalle allo stomaco, le mie paure si disfano nella nuvola dell'ignoto futuro, che si spera sempre ci riservi cose buone.. com'é bello aver voglia di vivere, uno ogni tanto se lo dimentica pure. Apprezzo il fatto di poter sentire un sentimento cosí puro, quasi ingenuo, che é difficile avercelo ancora non intaccatto dalla morsa grigia della quotidianitá. Cielo terso.. non dimenticheró il cielo terso che vedevo da quella faticosa salita di contagem.. ma nemmeno gli altri.

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