Monday, 23 May 2011

un'identitá

Nome: Annie Oviedo
Nata a: Ivrea (TO) il 16.08.1990
Altezza: 1,69 e mezzo
Peso: non diciamolo
Tipo sanguineo: 0+

No, non ho altre certezze se non quelle elencate qua sopra.
Sono mesi che non dico nulla, e mi arrabbio con me stessa per questo.
Mesi di medicine strane, depressioni strane, ansie strane.
Mesi senza universitá, sospesa in uno strano vuoto spazio-temporale.
Magari un giorno saró capace di parlarne, di capire. Capire. Ho mai dato a qualcos'altro la stessa importanza che do al capire? Penso di no.
Ora sono ancora in mezzo alla tempesta, non mi faccio illusioni, ma in questo momento passo per un momento di calma. E ne approffitto per riportare a galla vecchie parole, emozioni atemporali, storie.


Ancora non molto e sara' tutto finito, ancora non molto e saro' libera, nemmeno che questo debba significare che io sia morta.
L'amore scorrera' di nuovo nelle mie vene, solo lui, senza dolori tristi e inutili.
Niente di peggio dei dolori inutili, che mi perseguitano e non mi danno tregua. Come fare? Non mi sembra ci sia un qualche tipo di soluzione.
Sentiro' questo dolore che mi impedisce di vivere, mi soffoca, ancora per tempi indeterminati, che nella mia alterata prospettiva vuol dire tempi infiniti.
Probabilmente, che ho fatto tutto quanto al contrario, nella mia vita. Ma ormai il danno e' fatto.
Mi sento rinchiusa in una bolla di sofferenza senza eguali, ma soprattutto non ho nessuno che con un piccolo ago la faccia esplodere, o sgonfiare un pochino, o almeno mi tenga compagnia da fuori. Non c'e nulla di tutto questo, e io soffro, il soffrire stupido di chi non capisce, il soffrire inutile di chi non capisce.
E' tutto veramente cosi inevitabile? Si, a quanto pare. Ma c'e una voce nella mia mente che insiste nel dire di no, che c'e una scappatoia, una soluzione. Insiste nel farmela cercare, anche se io non riesco a vederla, e il mio dolore non fa che crescere. E il dolore ad un certo punto seppellisce gli altri sentimenti, gli altri amori, le piccole passioni. Ogni cosa che voglia fare, il dolore la sommerge, me la sottrae.
E il vuoto in me aumenta. E piu aumenta, piu diventa forte e famelico, pronto a divorare qualcos'altro che giaceva nel mio spirito.
Non so se accettare il dolore, e soffrirne; combatterlo, e soffrirne; autodistruggermi, e soffrirne. Per fortuna questa frase sembra una filastrocca.
Scrivo per cercare di liberarmi da queste parole, ma mi sembra che dicendole esse diventino solo piu grandi, ingombranti e vere.
Voglio rinchiudermi di nuovo nel mio mondo, e salvarlo dal vuoto. Il mio mondo segreto, fatto di libri, rock, allenamento, sguardi pieni e caldi. Speranze. Tensione alla loro realizzazione. Ecco di cosa é fatto, il mio piccolo mondo adorabile. E il vuoto se lo sta prendendo pian piano. E io non ho nessuno da invitarci, nel mio salotto tiepido, a dividere emozioni con me. Ma prometto che mi impegneró a salvarlo, non posso gettare in fumo tutto ció che graziosamente ha iniziato a comporre il mio spirito... Non strappatemi anche le parole, vi prego.

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